giovedì 20 dicembre 2012

CineSpeciale

Vi presento Joe Black

GRADIMENTO ***1/2-
CAST ****-
REGIA ***1/2-
SCENEGGIATURA ***--
FOTOGRAFIA ****-

Regia: Martin Brest
Anno: 1998
Paese: Usa
Cast: Anthony Hopkins, Brad Pitt, Claire Forlani

TRAMA
Bill Parrish è un magnate delle telecomunicazioni che sta per compiere 65 anni.
Un giorno, da solo nel suo ufficio, sembra che un infarto debba decretare la sua fine quando all'improvviso il dolore sparisce e una persona gli si presenta di fronte: è la Morte con le sembianze di un giovane uomo.
Joe Black (così si fa chiamare lo straniero) spiega a Bill di averlo risparmiato perchè solo lui, un uomo di successo e ben voluto da tutti, può fargli comprendere il perchè gli uomini amino così tanto la vita da odiare così profondamente la morte e, soprattutto, cosa sia questo amore tanto decantato dagli esseri umani.
Inizia così una strana vicenda in cui Joe Black scoprirà quanto sia difficile lasciare la vita ed accettare la morte.

RECENSIONE PERSONALE
Martin Brest (regista di Scent of a Woman) ci sorprende ancora una volta con una storia che indaga in profondità il significato della vita e la forza motrice che la governa (l'amore).
Il film è un remake del film del 1934 La morte in vacanza, ma a differenza del suo predecessore la Morte si mette sotto l'ala protettrice di un uomo, una divinità che accetta per breve tempo la mortalità solo per bere almeno una volta dal calice di ambrosia della vita umana.
L'amore è sicuramente il tema pregnante che invade la pellicola in ogni sua scena, travolgendo persino la Morte che alla fine si deve inchinare a questa forza dirompente che muove ogni cosa.
Il film ci insegna che non è importante ciò che facciamo nella nostra vita ma come lo facciamo: l'eredità che lasciamo ai posteri sta nelle piccole cose, nell'essere ricordati soprattutto dalle persone che ci hanno amato e per il modo in cui ci siamo comportati nei confronti degli altri; è nella semplicità dell'essere e non dell'apparire che l'uomo deve profondere le sue potenzialità.
Un plauso va fatto agli attori che riescono ad rendere al meglio i personaggi cardine del film:

  • Brad Pitt, ottimo nel ruolo di Joe Black, un personaggio che esalta pienamente le caratteristiche della Morte, quella freddezza e quel distacco che vengono scalfite pienamente solo alla fine, quando Joe con una lacrima capisce fino in fondo cosa significhi amare.
  • Anthony Hopkins, sublime nel ruolo di Bill Parrish, un uomo che ha avuto tutto dalla vita ma che è riuscito a mantenere saldi i suoi principi, un persona che si è fatta da sola e non si è fatta corrompere dalla futilità del successo e del potere tanto da accettare con serenità la fine della sua esistenza.
  • Claire Forlani, che interpreta la figlia di Bill, una ragazza brillante e sensibile, un giovane medico di successo che però vive un'esistenza non pienamente appagata, fino a quando non viene travolta da una amore così passionale nei confronti di Joe Black da mettere in discussione ogni cosa nella sua vita
Da sottolineare l'ottima commistione tra regia e fotografia, un perfetto connubio che riesce ad esaltare al meglio la centralità dei personaggi senza rendere monotone e prive di significato i contorni e l'ambientazione della storia.
Un critica al regista può essere fatta nell'utilizzo di inquadrature un pò troppo coinvolgenti: l'utilizzo di primi piani e di primissimi piani aiuta certamente a rendere al meglio i sentimenti provati dai personaggi, ma certe volte queste scene rischiano di trasformare l'empatia che si crea tra spettatore ed attore in stordimento, un po' come passare da suoni forti ma piacevoli a rumori assordanti.
Altra cosa che non mi è piaciuta è il finale, un lieto fine che a mio parere non doveva esserci per come si era sviluppata la storia.
Insomma una pellicola dalle forti emozioni che val la pena guardare in dolce compagnia.




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