martedì 11 dicembre 2012

CineSpeciale

La custode di mia sorella

GRADIMENTO ***1/2-
CAST ***--
REGIA ***1/2-
SCENEGGIATURA ***--
FOTOGRAFIA ****-

Regia: Nick Cassavetes
Anno: 2009
Paese: Usa
Cast: Cameron Diaz, Abigail Breslin, Alec Baldwin, Sofia Vassilieva


TRAMA
La giovane quindicenne Kate è malata di leucemia fin da piccola.
I genitori, non essendo compatibili geneticamente con la figlia, decidono di far nascere in provetta una bambina in grado di donare cellule e tessuti alla sorella più grande.
All'età di undici anni Anna, la bambina nata in vitro, decide di fare causa alla sua famiglia richiedendo l'emancipazione medica e la possibilità di decidere del proprio corpo: sarà l'inizio di una dura battaglia legale che avrà dei risvolti sorprendenti.

RECENSIONE PERSONALE
Nick Cassavetes ( regista del "Le pagine della nostra vita") si conferma regista di grande talento, un cineasta in grado di rappresentare al meglio sulla pellicola cinematografica la forza, la tragicità e l'emotività dei sentimenti umani.
Il film tratta un temo assai scabroso, quasi un tabù della nostra società: la possibilità di creare esseri umani al solo scopo di salvarne altri.
Si tratta di andare contro la suprema legge di natura che regola la vita di tutti noi: la morte.
La domanda che l'opera ci pone è se noi esseri umani, oltre ad avere la possiblità di decidere come vivere, necessitiamo del diritto di vincere la morte senza pensare ai doveri e alle conseguenze che questo comporta.
Uno di questi doveri è sicuramente quello di rispettare la vita stessa che nella pellicola viene rappresentata da Anna, una bambina nata con il solo scopo di salvare la sorella malata.
La questione che nasce fra la famiglia e la figlia mette in luce dei problemi fondamentali: siamo disposti a sacrificare una vita per salvarne un'altra? ci sono persone che valgono meno di altre? quando una persona è consapevole di se stessa e può decidere del proprio destino?
Il film non osa rispondere a domande simili ma tenta di rappresentare la causa primigenia che ci spinge ad infrangere l'etica e la morale della nostra società: l'amore.
Nell'opera questo sentimento si presenta in diversi modi e con diverse sfumature:

  • la madre di Kate che è talmente legata alla figlia da lasciare tutto e tutti per dedicarsi completamente a lei, un'amore che sembra certe volte trasformarsi in egoismo e superbia nei confronti delle altre persone ma anche nei confronti della stessa Kate.
  • La sorellina Anna che vede nella sorella la figura di riferimento, una persona da cui imparare, un'amica a cui rivolgersi nei momenti di difficoltà. Tra le due vi è un legame molto forte, un sentimento genuino e spontaneo, così come dev'essere tra due ragazzine.
  • il Padre di Kate che sembra essere distaccato ed assente ma quando le cose si fanno difficili interviene  cercando di mantenere salda la famiglia.
  • Il fratello Brian, un ragazzo lasciato solo dalla famiglia che ama rifugiarsi nella sua solitudine ma che ama profondamente la sorella, un sentimento sofferto e represso che sfocia solamente nel finale quando le sue emozioni dirompenti faranno aprire gli occhi a tutta la famiglia.
Insomma il film regala emozioni uniche ma non cade nella banalità di forzare fino all'estremo i sentimenti trasmessi dagli attori: alla fine i problemi che nascono dallo scontro tra diverse personalità sono più semplici di quanto pensiamo.

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