GRADIMENTO





CAST





REGIA





SCENEGGIATURA





FOTOGRAFIA





TRAMA
La storia racconta il viaggio
di Bilbo Baggins, coinvolto in un'epica ricerca per reclamare il Regno Nanico
di Erebor governato dal terribile drago Smaug.
Insieme a Gandalf il grigio e a
13 nani, Bilbo parte per un’avventura epica, nella quale troverà un
potentissimo artefatto…
RECENSIONE PERSONALE
Il film è tratto dalla primissima parte del libro “lo hobbit” di
J.R.R. Tolkien, autore della trilogia “il signore degli anelli”, da cui
è già stata tratta la versione cinematografica.
L'opera è affidata ancora una volta a Peter Jackson, che traspone l’opera in maniera
eccellente.
L’ambientazione è sempre
quella della Terra di Mezzo, ma le vicende narrate si svolgono 60 anni prima di
quelle raccontate nel “signore degli anelli”, ovvero prima del ritorno di Sauron.
La struttura narrativa si
sviluppa come nel primo capitolo del “Signore degli anelli - la compagnia
dell’anello”: all’inizio vi è un flashback, nel quale si ripercorrono gli eventi
precedenti la storia, poi si passa alla “compagnia”, alla sua formazione
e al viaggio che intraprendono, costellato di brevi scontri con gli Orchi.
Il film porta alla luce gli antefatti che spiegheranno perchè nel Signore degli anelli accadono certe cose:
- La storia dell’anello: ovvero di come Bilbo abbia “ricevuto” l’Anello.
- La storia di Erebor: come la città è caduta in disgrazia, facendo perdere ai nani casa e ricchezze e facendo nascere l'antica rivalià fra elfi e nani.
- La nascita dei nazgul.
L'atmosfera che il regista ci consegna è coinvolgente e molto più spensierata rispetto a quella solenne e cupa del Signore degli anelli: i personaggi affrontano un viaggio certamente pericoloso ma sicuramente non necessario ed inevitabile come quello di Frodo e Sam, un percorso che sa molto più di avventura che di missione sacra.
Da sottolineare ancora una volta i paesaggi neozelandesi, così selvaggi da sembrare ultraterreni: vallate verdissime bagnate da fiumi e ruscelli limpidissimi, montagne brulle e selvagge, un cielo azzurro e trasparente.
Nel Cast da notare l'ottima prova di Martin Freeman (Bilbo), che rende alla perfezione lo spirito godereccio degli hobbit, e di Richard Hermitage (Thorin), che è in grado di far dimenticare allo spettatore l'aspetto nanesco del principe rappresentandolo come un tipico eroe tragico della letteratura medievale, un personaggio coraggioso e leale ma colmo di rabbia e frustazione.
Nell’insieme è un ottimo
film in grado di coinvolgere talmente lo spettatore da fargli quasi credere che la Terra di Mezzo sia esistita davvero.

1 commento:
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